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Codice: PREPARAZIONE HENNE'

Descrizione
Tutto sull'henne'

in digo
 

Cos’è l’indigo
L’indigo, comunemente chiamato “hennè nero”, è la polvere che si ricava dalla fermentazione e dall’essiccazione delle foglie della pianta tropicale Indigofera Tinctoria. Le foglie vengono immerse in delle cisterne colme d’acqua e lasciate fermentare in modo che il glucoside indicano, naturalmente presente nella pianta, si trasformi nel colorante azzurro indigotina. Il pigmento ottenuto viene poi unito ad una soluzione alcalina, pressato in appositi stampi ed essiccato. Al termine del processo si ottiene una polvere verde a granulazione fine con potere colorante. Utilizzato fin dall'antichità da solo o in combinazione con l’hennè rosso per tingere capelli e tessuti, l’indigo è ricordato, tra gli altri, da Plinio ( I sec. d. C.) e da Cennino Cennini (fine sec. XIV).

Proprietà dell’indigo
E’ opinione diffusa che l’indigo non abbia sui capelli le stesse proprietà curative dell’hennè rosso (Lawsonia Inermis): la molecola colorante dell’hennè rosso, il lawsone, penetrando lo strato cuticolare (il più esterno del fusto), si attacca alla cheratina del capello creando una sorta di guaina protettiva attorno ad esso; le molecole coloranti dell’indigo, invece, sono leggermente più grandi di quelle del lawsonia, e si fermano, quindi, agli strati più superficiali del fusto del capello. Ciò non esclude che l’indigo abbia delle proprietà benefiche: risulta, infatti, che gli impacchi di indigo favoriscano la crescita dei capelli. Molte ragazze, inoltre, attestano il potere dell’indigo come rimedio seboequilibrante e antiforfora.

Come riconoscere un buon indigo
La prima cosa da fare quando stiamo per acquistare dell’indigo è controllare l’etichetta: essa deve riportare solo il nome della pianta, Indigofera Tinctoria, o, al massimo, i nomi di altre piante che vengono aggiunte per ottenere determinate sfumature (ad esempio Juglans regia, il comune mallo di noce). E’ importante verificare che non siano contenuti picramato di sodio (sodium picramate) e Parafenilendiamina (PPD), sostanze potenzialmente allergeniche.
La polvere di indigo è verde pastello e ha lo stesso odore dei piselli congelati (proprio così!). E’ un odore simile a quello dell’hennè rosso, ma meno pungente e, per alcuni, anche meno gradevole. Se la polvere si presenta marrone e, una volta unita all’acqua, diventa subito nera sprigionando un odore metallico, l’indigo non è puro: probabilmente sono state aggiunte erbe, e/o, nella peggiore delle ipotesi, sostanze chimiche o, ancora, la polvere è stata tagliata con della sabbia.

Come si prepara l’impacco di indigo
Occorrente:
- una ciotola di plastica
- acqua calda (se distillata è meglio)
- indigo (200 gr dovrebbero bastare per capelli lunghi fino alle spalle)
- un cucchiaio di legno per mescolare
- un cucchiaino di sale fino per ogni 50 gr di indigo
- guanti
- un pennello per tinta
- giornali vecchi per ricoprire mobili e pavimento
- cellophan
- asciugamani scure
- un pò di crema idratante
- olio essenziale a piacere (facoltativo)

A differenza dell’hennè rosso, l’indigo non necessita di sostanze acide perchè venga rilasciata la molecola colorante. E’ sufficiente unire alla polvere acqua calda quanto basta a raggiungere una consistenza spalmabile. Possiamo anche aggiungere del sale che aiuta a fissare il colore. Nulla ci vieta di sostituire l’acqua con del the o con un infuso a nostro piacere. Qualche goccia di olio essenziale profumato potrà migliorare l’odore del nostro impacco. A questo punto dobbiamo lasciar riposare il composto per circa mezzora affinché avvenga l’ossidazione e, di conseguenza, il rilascio della molecola pigmentata. Non c’è bisogno di coprire la ciotola: aria, calore e luce favoriscono l’ossidazione dell’indigo. In questo arco di tempo la pappetta assumerà man mano una colorazione nero-violetta in superficie. Intanto ci occuperemo della preparazione del bagno! Per evitare di macchiare di blu lavandino, mobili, tappeti e pavimento, sarà bene coprire tutte le superfici con dei fogli di giornale e mettere via i tappeti. Per evitare macchie sul nostro viso potremo spalmare un pò di crema idratante sulle zone a rischio: attaccatura dei capelli sulla fronte e vicino le orecchie.

Come rendere più spalmabile l’indigo
Per rendere la nostra pappetta più spalmabile possiamo aggiungere ad esse diversi ingredienti.
albume d’uovo: oltre a “legare” il composto e a renderlo più denso, la chiara dell’uovo ha ph basico e quindi aiuta il rilascio della molecola colorante.
amla
balsamo: possiamo aggiungere un cucchiaio di balsamo (a patto che non contenga olii e/o siliconi che potrebbero compromettere la resa del colore), tenendo però presente che tutti i balsami hanno ph leggermente acido.
idrossietilcellulosa

Come stendere l’indigo
Capelli puliti o sporchi? E’ consigliabile applicare l’indigo, come pure l’hennè, sui capelli puliti. L’eventuale presenza di sebo potrebbe fare da barriera al depositarsi delle molecole coloranti sul capello.
Capelli asciutti o bagnati? Per facilitare la stesura dell’indigo è consigliabile bagnare e tamponare i capelli. Ciò non toglie che possiate trovarvi meglio a stenderle la pappetta sui capelli asciutti.

Risciacquo finale
Trascorso il tempo di posa, possiamo procedere al risciacquo. Prima di tutto dovremo mandare via tutto l’impacco dai capelli usando semplicemente molta acqua, magari aiutandoci con il getto della doccia. Un’efficace alternativa consiste nel riempire il lavandino di acqua tiepida e nell’immergervi i capelli, che andranno massaggiati per mandare via il grosso dell’impacco e poter procedere così al risciacquo nella doccia. E’ un’operazione che richiede tempo e pazienza. Quando l’acqua finalmente risulterà più limpida, volendo, potremo fare uno shampoo delicato e/o applicare del balsamo/maschera per ammorbidire i capelli. Per fissare il colore potremo utilizzare un bicchiere di aceto di mele o di vino diluito in un litro d’acqua per il risciacquo finale. Il lavaggio con lo shampoo e l’applicazione di balsamo o maschere non sono obbligatori. L’ideale sarebbe lavare via l’indigo con sola acqua, ma avremmo lo svantaggio di ritrovarci le mani blu dopo averle passate tra i capelli.

Coprire i capelli bianchi con l’indigo: il procedimento a due fasi
Se tingiamo i capelli bianchi con l’hennè, le molecole di Lawsone penetreranno la cheratina dei fusti e la tingeranno di arancio. Se subito dopo tingiamo i capelli con l’indigo, le molecole di questo penetreranno la cheratina negli strati più superficiali dei fusti del capello. La polvere di indigo è alcalina e reagirà con l’hennè che è acido andando a scurire l’arancio. Come risultato di questa interazione i capelli risulteranno quasi neri.

 

HENNE HENNè HENNè



Polvere di Indaco fresca



Polvere con acqua



Polvere ossidata, dopo qualche ora

 

HENNE' NATURALE EFFETTO SUI CAPELLI

 

Come si prepara?

Forniremo ora le informazioni necessarie per preparare l’henné. Si tenga conto che con l’esperienza ed un buon numero di tentativi ogni persona troverà prima o poi il metodo di preparazione che preferisce: è possibile infatti variare gli ingredienti da aggiungere alla composizione, modificare le dosi, creare i propri mix con altre polveri come l’indigofera o il mallo di noce, sperimentare soluzioni diverse e scoprirne di nuove. Non esiste una regola fissa e ognuno è libero di cercare la soluzione migliore per il propri capelli. In ogni caso il modo d’impiego tradizionale è a grandi linee il seguente:

1) Versate la polvere in una terrina (di ceramica andrà benissimo) secondo la lunghezza dei capelli: nel caso di capelli corti o medi 100 grammi dovrebbero bastare, in caso di capelli più lunghi è necessario aumentare la dose di polvere, tenendo anche conto della consistenza del composto e della corposità dei capelli.

2) Versate quindi nella terrina dell’acqua calda. L’acqua può essere sostituita con del tè o –nel caso si voglia rinforzare il rosso- con del karkadè. Aggiungere del liquido a ph acido come aceto, limone, spremuta di mandarino oppure un barattolino di yogurt bianco. Lo yogurt ha il compito di mantenere i capelli idratati ed evitare che appaiano secchi dopo l’applicazione; le sostanze acide servono per fissare il colore, sullo stesso principio per il quale è necessaria una sostanza acida per fissare i coloranti naturali sui filati.

3) Mescolate fino ad ottenere una poltiglia omogenea, possibilmente priva di grumi in modo tale che possa essere facilmente applicata sui capelli con l’uso di un pettine o di un pennello. Nel caso in cui l’odore del composto dovesse risultare poco piacevole è possibile aggiungere qualche goccia di olio essenziale di rosmarino o di lavanda.

4) Si lasci il composto a riposare. I tempi di riposo non sono fissi e variano in considerazione alla temperatura dell’ambiente.

5) Il colore del composto in questo arco di tempo dovrebbe essere passato da verde scuro a marrone/rossiccio e nel caso in cui vi si immerga un polpastrello esso dovrebbe colorarsi di arancione. Ciò significa che l’henné è finalmente pronto per essere applicato sui capelli.

Applicazione

Prima di parlare dei metodi di applicazione facciamo una rapida premessa per dare un’idea generale dei risultati che è possibile ottenere grazie all’henné:

rosso irlandese

 

mogano Su dei capelli castano scuro il risultato dato dall’henné sarà color mogano. Anche qui le diverse sfumature dei capelli castani possono dare risultati diversi.



neri
I capelli neri rimaranno neri ma con un riflesso rosso alla luce del sole


Indossate abiti che potete rovinare: l’applicazione dell’henné (e ancora di più quella dell’indigo) non è semplice come quella delle tinte chimiche: il composto cola molto facilmente e potrebbe sporcare i vestiti.

-Indossate dei guanti per non macchiare le mani.

-L’henné può essere applicato tanto sui capelli umidi tanto su quelli asciutti. Si consiglia però di applicarlo sui capelli asciutti dato che comunque dovranno essere presto nuovamente risciacquati.

-Non applicate l’henné se sui capelli avete in posa un impacco di oli: l’olio crea una pellicola sul capello che impedisce all’henné di depositarsi.

-Ci sono molti metodi per applicare l’henné sui capelli e ognuno dovrà trovare quello che preferisce. Per un risultato uniforme è consigliabile l’applicazione con il pettine o –nel caso in cui qualcuno possa darvi una mano- con un pennello: dopo aver diviso i capelli in strati si stende l’henné partendo da quelli vicino al collo fino a ricoprire tutta la testa.

-Qualsiasi sia il metodo scelto cercate di disporre l’impasto in modo uniforme su tutti i capelli. L’operazione potrebbe risultare complessa alle prime esperienze, per questo si consiglia di abbondare sempre con la dose di polvere durante la preparazione.

Una volta applicato l’henné avvolgete i capelli nella carta stagnola o in una cuffia (inserire del cotone per evitare che l’impasto coli potrebbe essere utile). Se tra gli ingredienti riportati nella confezione non è segnalato sodium picramate l’henné potrà essere tenuto in posa senza limiti di tempo, ma con una soglia minima di due o tre ore. Se siete coraggiose potete tenerlo persino tutta la notte! In questo caso prendete provvedimenti e appoggiate un asciugamano sul cuscino per evitare di sporcare le federe. Se si dispone di una fonte di calore (casco, phon, sole) i tempi di applicazione potranno essere ridotti. Trascorso il tempo necessario risciacquate con cura. Anche qui ci sono diverse scuole di pensiero: c’è chi si fa lo shampoo, chi preferisce un cow (ovvero un lavaggio a solo balsamo) e chi preferisce usare solo l’acqua. A voi la scelta. Tenete conto però che l’henné continua ad agire per qualche tempo anche dopo che avrete lavato via l’impasto e quindi nell’arco di poche ore è possibile notare lievi cambiamenti nel colore. In ogni caso sciacquate fino a quando l’acqua non diventerà limpida. Avete finalmente terminato il lavoro!
L’henné può essere applicato spesso ma si consiglia per le prime 4 o 5 applicazioni di ripetere l’operazione ogni 10 o 15 giorni per fissare meglio il colore e migliorare i risultati in caso di forfora e/o seborrea. Successivamente se lo si desidera si potrà passare ad un’applicazione al mese. Ripetendo l’applicazione il colore diventerà di volta in volta più vivo mentre se le applicazioni non verranno ripetute con il tempo il colore sbiadirà fino a venire via del tutto.
L’henné può essere tranquillamente usato durante la gravidanza

Come ottenere un bel tatuaggio all’hennè

TATOO HENNE'


Molte persone pensano che per ottenere un buon colore sulla pelle con l’hennè naturale vi si debba aggiungere qualche ingrediente chimico o ripassare più volte il disegno… Il segreto, invece è molto semplice… usare della polvere di hennè FRESCA!

Spesso capita che, acquistando la polvere in erboristeria o in negozio, questa sia rimasta per molti mesi sullo scaffale ad invecchiare. L’hennè, infatti, dovrebbe essere conservato in frigo, oppure in freezer, se per lunghi periodi. In questo modo continuerà a dare il colore più intenso.

Finora, l’unico modo per me di avere un buon hennè è stato quello di procuramelo direttamento dai produttori o da rivenditori che conoscano il modo di conservarlo, diversamente ho avuto scarsi risultati perché l’hennè si è rivelato quasi sempre già vecchio.

Naturalmente, l’hennè deve anche essere preparato nella maniera giusta e questo richiede una certa pratica per i tempi di riposo della pasta e gli ingredienti, ma la materia prima è fondamentale, soprattutto perché non è molto esaltante fare un bel disegno e poi trovarsi con una macchia quasi invisibile.

Qulcuno usa passare una mistura di limone e zucchero sull pasta essiccata per tenere idratata e permettere al colore di penetrare meglio, ma se nella pasta c’è già abbastanza zucchero non sempre è indispensabile.

Un’altra cosa fondamentale da sapere è che l’hennè va lasciato in posa il più possibile, anche una notte, e che il colore, una volta rimossa la pasta, non è subito scuro . Si passa da un iniziale arancione fino al rosso-bruno più scuro nell’arco di due giorni.

Anche la cura del disegno è fondamentale. Non bisogna lavare il disegno per l’arco di tempo in cui il colore matura, ma evitare il contatto con l’acqua o, se proprio non si può evitarlo, passare dell’olio naturale o usare guanti di gomma per proteggerlo.

Se volete, invece, accelerare la scomparsa del disegno, lavate la parte con sapone il più possibile e asciugate strofinando bene con l’asciugamano. Fare la doccia o il bagno (ancora meglio se in piscina!) aiuterà il processo molto. Potete anche esfoliare delicatamente la pelle, ma attenzione a non irritarla troppo. Anche l’uso di creme cosmetiche può aiutare ad accelerare la scomparsa del disegno, o di acqua ossigenata. L’hennè penetra gli strati cornei, quindi ci vorranno un paio di giorni per eliminare il segno, più è scuro il disegno più difficilmente scomparirà.

Il risultato ovviamente presenterà notevoli variazioni a seconda della composizione del mix e del colore di partenza ma su dei capelli biondi o comunque di base molto chiara l’henné regalerà una colorazione arancio-rosso, un colore molto simile al classico “rosso irlandese”.

rosso rame Su capelli castano chiaro il colore diventerà rosso intenso, magari meno aranciato rispetto al colore che si ottiene su una base bionda ma sempre di notevole effetto. Si tenga conto del fatto che su una base castana le variazioni ottenibili possono essere infinite, in una gamma di colori che va dal rosso ciliegia al rosso rame.

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